BUON MERCOLEDI’ 7 FEBBRAIO :LA PAROLA DEL GIORNO .

 

 

11951810_1032618293476810_8164157807941478237_nMercoledì 7 Febbraio 2018       
S. Riccardo; S. Partenio; B. Pio IX

5.a di Tempo Ordinario

La bocca del giusto medita la sapienza

1Re 10,1-10; Sal 36; Mc 7,14-23
PREGHIERA DEL MATTINO 
La tua Provvidenza, Signore, governa il mondo e tutto quanto mi capiterà oggi avverrà, dunque, per tuo volere. Spesso, quando soffro, ho voglia di porti l’eterna domanda: “Perché?”. So che non è questa la domanda da farti, dovrei piuttosto chiederti qual è il significato di ciò che tu mi fai accadere, “che cosa mi vuoi dire” con ciò. Tutto il resto è inutile, sterile. Oggi voglio provare ad afferrare e a capire un avvenimento, almeno come una tua parola che si rivolge “esplicitamente a me in persona”. Se non riesco a vederti in ogni cosa, voglio cominciare a vederti in un avvenimento che già mi attende.

ANTIFONA D’INGRESSO 
Venite, adoriamo il Signore, prostrati davanti a lui che ci ha fatti; egli è il Signore nostro Dio.

COLLETTA 
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore …

PRIMA LETTURA
Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul trono d’Israele.
Dal primo libro dei Re 1Re 10,1-10
In quei giorni, la regina di Saba, sentita la fama di Salomone, dovuta al nome del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi. Arrivò a Gerusalemme con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta al re che egli non potesse spiegarle. La regina di Saba, quando vide tutta la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi, il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro. Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà! Quanto alla sapienza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita. Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul trono d’Israele, perché il Signore ama Israele in eterno e ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia». Ella diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono più tanti aromi quanti ne aveva dati la regina di Saba al re Salomone.
Parola di Dio. 

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 36)
R. La bocca del giusto medita la sapienza.
Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. R.
La bocca del giusto medita la sapienza
e la sua lingua esprime il diritto;
la legge del suo Dio è nel suo cuore:
i suoi passi non vacilleranno. R.
La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R.
CANTO AL VANGELO 
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità:
consacraci nella verità.
Alleluia.

VANGELO  
Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. 
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,14-23
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.

OMELIA 
Non si tratta di costruire l’eternità contro il tempo. L’eternità è sopra la morte, sopra il tempo. Essa rappresenta la vittoria sulla distanza che ci separa da noi stessi e dagli altri. Se avete capito questo, capirete anche che il peccato e qualche cosa di metafisico, che non consiste nel mangiare un pezzetto di dolce in tempo di digiuno, anche se questo può essere una colpa. Il peccato, nel suo nucleo essenziale, è il rifiuto di se stessi, il rifiuto della libertà, il rifiuto di crescere, il rifiuto di arrivare alla vita divina. Ed è questo ritiuto centrale che trascina tutto il resto. Se ho scelto di ricadere in me stesso, rimango necessariamente in balìa dei miei istinti, qualunque siano. È certo che la colpa è innanzi tutto interiore. Decide della nostra stessa personalità. Decide della nostra eternità, se costituisce davvero un peccato mortale. Ma per la maggior parte delle persone il peccato mortale è una cosa impossibile, anche se possono compiere degli atti spaventosi, i quali però spesso sono per parte loro lo sfociare del parossismo della passione, della violenza, della disperazione di cui non sono giudici. Non bisogna appiccicare l’etichetta di «mortali» a questi atti esteriori. Essa si applica solo a quegli atti liberi nell’intimo dello spirito che ci fanno rifiutare l’eternità. Per tale motivo i grandi peccatori sono persone molto raffinate, affascinate da se stesse, bloccate in se stesse, che pongono un atto che apparentemente non sembra proprio cattivo, ma che è diabolico, perché ha un risultato spaventoso ed essi lo prevedono. Le persone che si scatenano nelle passioni esteriori generalmente sono esseri non liberi, o molto incompletamente liberi, perché sono in uno stato tale da essere incapaci di impegnare la loro eternità. A che cosa ci chiama Dio? Ci chiama ad essere liberi, a decollare verso di lui nell’amore. Ci chiama alla nostra grandezza.
PREGHIERA SULLE OFFERTE 
Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE 
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia, per i suoi prodigi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell’assetato

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE 
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA 
Questo uomo, Signore, mi ha fatto del male! Tu l’hai certo visto meglio di me eppure non mi hai dato la minima possibilità di difendermi. Tutti ora sono convinti della mia incapacità; anche fra due anni potrò leggere quest’opinione sui loro volti. Inoltre, sanno che io sono cristiano e non tarderanno a collegare i due fatti. Non t’importa nulla, Signore, di vedermi intrappolato in questa rete di ingiustizie, e la tua Chiesa con me? Se avessero almeno ragione! Ma tutto è falso, arcifalso! Che fare? Preferisco, certo, subire tale ingiustizia piuttosto che farla. Ma tu non puoi farne sparire qualcuna dal mondo e dall’epoca in cui noi siamo, in cui io sono? Ne resteranno ancora molte!

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Autore: ilmattinosacroblog

AMO GESU' E MARIA <3

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