BUON LUNEDI’ 30 LUGLIO : LA PAROLA DEL GIORNO .

 

 

 

16682038_1280829815358431_9060955888471178530_nLunedì 30 Luglio 2018     
S. Pietro Crisologo (mf); S. Orso; S.Massima
17.a di Tempo Ordinario
Ger 13,1-11; Cant. Dt 32,18-21; Mt 13,31-35
Hai dimenticato Dio che ti ha generato.

PREGHIERA DEL MATTINO 
Signore, fa’ che non disprezziamo gli umili inizi, che non consideriamo da nulla il più piccolo dei tuoi figli, poiché è stato detto che un bambino ci avrebbe guidati. Per rivelarci la forza del tuo amore, tu hai sempre scelto ciò che agli occhi degli uomini non ha valore. Come il più piccolo dei semi produce alberi grandi, così la tua potenza si manifesta nella debolezza. Concedici, Signore, una grande capacità di meravigliarci di fronte al più piccolo segno della tua presenza.

ANTIFONA D’INGRESSO 
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo. (Sal 68,6-7.36)

COLLETTA 
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA  
Questo popolo diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. 
Dal libro del profeta Geremia 13,1-11
Il Signore mi disse così: «Va’ a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell’acqua». Io comprai la cintura, secondo il comando del Signore, e me la misi ai fianchi. Poi la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: «Prendi la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e va’ subito all’Eufrate e nascondila nella fessura di una pietra». Io andai e la nascosi presso l’Eufrate, come mi aveva comandato il Signore. Dopo molto tempo il Signore mi disse: «Àlzati, va’ all’Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». Io andai all’Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in cui l’avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla. Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dice il Signore: In questo modo ridurrò in marciume l’orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme. Questo popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dèi per servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Poiché, come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che aderisse a me tutta la casa d’Israele e tutta la casa di Giuda – oracolo del Signore –, perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode e mia gloria, ma non mi ascoltarono».
Parola di Dio. 

SALMO RESPONSORIALE (Dt 32,18-21) 
R. Hai dimenticato Dio che ti ha generato.
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie. R.
Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli. R.
Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta». R.

CANTO AL VANGELO (Gc 1,18) 
R. Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
R. Alleluia.

VANGELO  
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. 
+ Dal Vangelo secondo Matteo 13,31-35
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore. 

OMELIA 
Le due parabole che Gesù ci fa ascoltare oggi hanno un tratto in comune: entrambe mettono in evidenza la potenza della vita divina in noi. Il regno di Dio è paragonabile ad un seme. Noi abbiamo ricevuto nel battesimo questa vita che fa di noi dei figli di Dio. Ciò che ci è stato dato in germe contiene già tutte le virtualità che appariranno a poco a poco nel corso della nostra vita. Nelle due parabole abbiamo una realtà nascosta: il seme è sprofondato nella terra, il lievito nella farina. Ciò simboleggia la natura segreta della vita che ci è stata data. L’averci Dio creati, nell’intimo del nostro essere, a sua somiglianza fa sì che siamo sprofondati e celati in lui, con Cristo. Realtà misteriosa la cui fecondità dipende dalla nostra risposta. Come la terra ha una parte nella crescita del seme, come la pasta si forma grazie all’azione del lievito, così noi dobbiamo offrire alla segreta presenza del regno in noi la cooperazione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carità. Allora la vita della grazia si sviluppa con una straordinaria potenza, come stanno a significare l’albero nella prima parabola e le tre misure di farina che fanno lievitare tutta la pasta nella seconda. La potenza dispiegata in questa crescita testimonia l’azione di Dio nei suoi doni. È lui che opera, e la sua azione tanto più si manifesta quanto più glielo consente la nostra generosità. Spuntano allora i frutti di questa crescita: ecco l’albero alto su cui vanno a fare il nido tutti gli uccelli, albero che è simbolo dell’apostolato del cristiano, ma anche, in modo più nascosto, nella comunione dei santi, dell’inestinguibile e misteriosa fecondità che Dio accorda ai suoi figli. Questi frutti non sono necessariamente noti agli uomini, nemmeno a colui cui sono stati concessi. Infatti sono della stessa natura del seme e non di rado sono anch’essi nascosti. Gli uccelli stessi non sanno a quale seme devono il loro rifugio, ma sono là e questo basta loro. Il Signore invece ci conosce, vede la nostra fede, il nostro desiderio di diventare santi, la nostra incapacità di riuscirci se non donandoci al fuoco inebriante del suo amore. Che questa Eucaristia possa nutrire in noi la vita divina, permettendo così all’albero della nostra grazia battesimale di crescere, per la gloria di Dio e la gioia dei nostri fratelli.

PREGHIERA SULLE OFFERTE 
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE 
Anima mia, benedici il Signore: non dimenticare tanti suoi benefici. (Sal 102/103,2)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE 
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa’ che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA 
Tu dici: “Dio si nasconde”. Sì, egli si nasconde nei poveri. Egli si cela nel profondo dei cuori, nell’ombra dello Spirito che passa come un vento leggero che nessuno, se non è nato dall’acqua e dallo Spirito, percepisce. Tu dici: “Dio non parla”. No, non parla più in questi tempi che sono gli ultimi. No, non parla: grida quel grido silenzioso che solo gli amici del silenzio interiore e del raccoglimento possono udire. Dio si nasconde perché tu possa cercarlo. Oppure, se tu credi che egli taccia, è perché tu lo chiami.

Autore: ilmattinosacroblog

AMO GESU' E MARIA <3

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