BUONA DOMENICA 10 GIUGNO : LA PAROLA DEL GIORNO

 

 

 

 

 

22Domenica 10 Giugno 2018
S. Censurio; S. Landerico
10.a di Tempo Ordinario
Gen 3,9-15; Sal 129; 2Cor 4,13-5,1; Mc 3,20-35
Il Signore è bontà e misericordia.

PREGHIERA DEL MATTINO 
Signore Gesù Cristo, luce vera, all’inizio di questo nuovo giorno ti chiediamo di illuminare i nostri cuori, in modo che sappiamo accogliere la tua misericordia verso noi tutti e, docili alla tua chiamata, ci mettiamo con gioia – come Maria tua madre e l’apostolo Matteo – al servizio del tuo progetto di salvezza. Tu che regni nei secoli dei secoli. Amen.

ANTIFONA D’INGRESSO 
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono. (Sal 27,1-2)

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA  
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Genesi 3,9-15
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
Parola di Dio. 

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 129) 
R. Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.
Io spero, Signore;
spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. R.

SECONDA LETTURA
Crediamo, perciò parliamo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 2Cor 4,13-5.1
Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio. Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne. Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.
Parola di Dio
CANTO AL VANGELO (cf. Lc 11,27) 
Alleluia, alleluia.
Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.
Alleluia.

VANGELO  
Satana è finito 
+ Dal Vangelo secondo Marco 3,20-25
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore. 

OMELIA
Nel Libro della Genesi dopo il peccato è la prima volta che Dio appare nel racconto, ed è significativo che l’uomo, dopo che non ha saputo ascoltare il Signore, lo percepisca ora proprio attraverso l’ascolto. Comprendiamo che Dio non si è allontanato dall’uomo e dalla donna è come se passeggiasse familiarmente accanto a loro perché non è un Dio come quello suggerito dal serpente. Adamo ed Eva si nascondono da Lui perché, nella loro immagine di Dio, istillata dal male, questi appare come qualcuno di cui aver paura. Dio si presenta non per condannare. La sua prima parola: “Dove sei?” Dio cerca l’uomo non dice: “Che hai fatto?” espressione che appartiene al mondo giuridico. Ora, l’uomo e la donna sono invitati a “dire” ciò che fecero, diventando consapevoli del loro sbaglio; davanti a Dio e grazie alle sue domande, la loro coscienza si sveglia. L’apparizione di Dio, che indaga e va in cerca dell’uomo, rivela un Dio che salva l’uomo e che vuole aiutarlo a scoprire che, nonostante tutto, la vita può continuare. Perché vivere e predicare l’Evangelo quando questo conduce ad essere derisi, a privazioni e ad ostilità? Se uomini e donne possono deludere, Cristo, però, non lo ha mai deluso: per questo annuncia la Sua Parola con grande determinazione. Le difficoltà dell’ascesa sono tollerabili quando si pregusta il riposo e la gloria del giungere in vetta. Le difficoltà del presente non solo, quindi, possono essere tollerate in vista del glorioso obiettivo finale, ma vi contribuiscono. .Il racconto prende inizio da un fatto ormai consueto: Gesù circondato dalla folla e l’afflusso di gente è tale da non permettere nemmeno di fermarsi per mangiare e questo ci rivela anche una caratteristica di Gesù la sua dedizione nasconde un grande amore e la coscienza di essere loro “pastore”. C’è l’urgenza di insegnare, di indicare alla gente la via per il Padre. Di fronte a questa sua dedizione i parenti interpretano il tutto come una pazzia. Può sembrare una distanza da Maria eppure nel suo trattato “Sulla verginità” Sant’Agostino scrive: “Maria è più felice di ricevere la fede di Cristo che di concepire la carne di Cristo”.  Allora Gesù ci insegna che non sono i legami di sangue che aprono alla comprensione e alla comunione profonda con il Figlio di Dio e fondano l’appartenenza alla sua famiglia che è la Chiesa. Ciò che è determinante e discriminante è la decisione di farsi suoi discepoli, è l’obbedienza alla sua Parola che ci introduce al regno del Padre. In questo contesto la vera devozione a Maria è allora accogliere il suo invito a Cana: “Fate quello che Gesù vi dirà” (Gv 2,5). Guardiamo con stupore e ringraziamento all’obbedienza di Maria, al suo sì, pronunciato non solo al momento dell’annunciazione ma incessantemente sino ai piedi della croce. Chiediamo a Maria la forza di “fare” in noi, come fece lei per prima, la volontà del Padre sperimentando il suo amore e la sua fedeltà. Riscopriamola la giusta devozione alla Vergine e non releghiamola al Mese di Maggio o Ottobre, ma costituisca una parte essenziale della nostra fede.
(Don Michele Cerutti – LaChiesa.it)
PREGHIERA SULLE OFFERTE 
Quest’offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE 
Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta. (Sal 18,3)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE 
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento,
ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE 
Non è perché aveva bisogno del nostro servizio che il Padre ci ha comandato di seguire il Verbo, ma per procurare a noi stessi la salvezza. Poiché seguire il Salvatore significa essere partecipi della salvezza, come seguire la luce significa essere partecipi della luce. Non sono gli uomini che fanno risplendere la luce, ma sono loro ad essere illuminati e resi splendenti da essa. Lungi dal recare qualcosa alla luce, sono loro a beneficiarne e ad esserne illuminati. Così è del servizio reso a Dio: a Dio non porta nulla, poiché egli non ha bisogno del servizio degli uomini. Ma a coloro che lo servono e che lo seguono Dio procura la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna. Se Dio sollecita il servizio degli uomini è per potere, lui che è buono e misericordioso, accordare i suoi benefici a coloro che perseverano nel suo servizio. Poiché, se Dio non ha bisogno di nulla, l’uomo, invece, ha bisogno della comunione di Dio. La gloria dell’uomo è di perseverare nel servizio di Dio. È il motivo per cui il Signore disse ai suoi apostoli: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Egli indicava con ciò che non erano loro che lo glorificavano seguendolo, ma che essi erano da lui glorificati per aver seguito il Figlio di Dio… Dio concede infatti i suoi benefici a coloro che lo servono perché lo servono. Ma non riceve da loro nessun beneficio, poiché è perfetto e senza alcun bisogno. Egli li chiama perché li ama.
SANT’IRENEO DI LIONE

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Autore: ilmattinosacroblog

AMO GESU' E MARIA <3

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